I nostri dialetti
Da noi il dialetto non è folclore: è la lingua in cui si è sempre lavorato, riso, litigato e voluto bene, e la nostra vita non può farne a meno. Ecco cosa sentirai da Imola a Rimini, perché cambia da un paese all'altro e come mai, alla fine, ci capiamo tutti.
Un riminese e un imolese si capiscono?
È la domanda che ci fanno più spesso. Rimini e Imola stanno ai due capi della Romagna, a circa 90 km l'una dall'altra: ecco la risposta vera.
Sì, si capiscono. Con un sorriso, ai primi minuti.
Parlano la stessa lingua, il romagnolo: stessa grammatica e quasi tutte le parole in comune. Cambiano soprattutto le vocali e la cadenza, per cui ognuno capisce subito che l'altro "è di là". Qualche parola diversa fa ridere, ma dopo due chiacchiere ci si capisce senza fatica. Un po' più dura è tra due anziani di campagna, che parlano la parlata più stretta del loro paese.
Una lingua sola, mille parlate
Il romagnolo (in dialetto rumagnôl, per i linguisti la lingua "rgn") cambia un poco a ogni paese, come una catena: due paesi vicini si capiscono al volo, più ti allontani più devi tendere l'orecchio. Non c'è un "romagnolo giusto": ognuno parla quello di casa sua.
Cosa cambia: le vocali
Il romagnolo ha fino a 20 vocali accentate, l'italiano 7: è lì che i paesi si distinguono. La stessa parola si scrive sètt, sèt o sët (sette) e fradèl o fradël (fratello) a seconda di chi la scrive. Rimini e Santarcangelo allungano le vocali e le dividono in dittonghi, la pianura tra Imola, Faenza, Ravenna e Forlì le tiene più uguali.
Cosa cambia: qualche parola
Il bambino a Rimini è e' burdèl, a Ravenna e' babén. La sera a Imola è la sira, a Faenza e a Forlì la séra. Sono le parole che fanno sorridere quando si incontrano un riminese e un imolese: si capisce lo stesso, e si impara qualcosa.
Dove davvero non ci si capisce più
Il confine vero è a ovest di Imola, sul torrente Sillaro: Toscanella è ancora romagnola, Castel San Pietro parla già bolognese, un'altra lingua. A San Marino, a due passi da Rimini, dicono che le parlate oltre il Santerno, cioè da Imola in là, si fanno più difficili ma restano comprensibili.
E i giovani?
Oggi quasi tutti parlano italiano, con l'accento di casa e qualche parola di dialetto che non se ne va mai. Il dialetto vero vive con i nonni, in campagna, al bar e a teatro. L'UNESCO lo considera una lingua "sicuramente in pericolo" proprio perché non si insegna più ai bambini.
Stessa favola, otto paesi
La prova più bella: la favola di Esopo del vento e del sole, letta da una persona del posto in otto paesi, da Imola a San Marino. Leggi il titolo e l'ultima frase, poi premi Ascolta e senti tu stesso quanto cambiano le vocali e quanto resta uguale.
| Paese | Il titolo: "Il vento di tramontana e il sole" | La chiusa: "Ti è piaciuta la storiella? La vogliamo ripetere?" | |
|---|---|---|---|
| Imola letta da Peppino Pelliconi |
E’ vẽt ed Tramuntẽna e e’ Sól | A t ëla piaṡùda la sturiëla? A la vrèggna ripéter? | Ascolta |
| Faenza letta da Giuliano Bettoli |
La Bùra e e’ Sól | A t ël piaṡù ste fatarlẽ? A l avlèggna dìr un’ êtra vôlta? | Ascolta |
| Forlì letta da Paolo Bonaguri |
La Bùra e e’ Sól | A t ëla piaṡùda la sturiëla? A la vlèggna arpétar? | Ascolta |
| Ravenna letta da Gino Poggiali |
E’ vẽt ad Tramuntãna e e’ Sól | A t ëla piaṡùda la sturiëla? A la vlèggna lëżar d arnôv? | Ascolta |
| Cesena letta da Giorgio Foschi |
La Tramuntäina e e’ Sòul | La t ë piṡùda la sturiëla? A la vläim ripêt? | Ascolta |
| Santarcangelo letta da Gianni Fucci |
E’ vént ad tramuntêna e e’ såul | solo da ascoltare | Ascolta |
| Rimini letta da Amos Piccini |
E’ Vèint ad Tramuntëna e e’ Sól | solo da ascoltare | Ascolta |
| San Marino letta da Giuseppe Tini |
E’ vèint dla Tramuntëna e e’ Sól | La t è piṡgiùda la sturiëla? A la vlẹmm ripéta? | Ascolta |
Cosa notare
La tramontana è Tramuntẽna a Imola, Tramuntãna a Ravenna, Tramuntäina a Cesena e Tramuntëna a Rimini e San Marino. Il sole è Sól quasi dappertutto, ma Sòul a Cesena e såul a Santarcangelo. A Faenza e Forlì il vento diventa la Bùra, la bora, e a Faenza la storiella è un fatarlẽ. Eppure la frase, parola per parola, è quasi la stessa: per questo ci si capisce.
Letture e trascrizioni dalla raccolta "Il Vento e il Sole" di dialettiromagnoli.it, trascrizioni di Davide Pioggia (2011-2013). Ascolta apre la loro pagina.
Le parlate, da Imola a San Marino
I linguisti dividono il romagnolo in una parte occidentale, la pianura di Ravenna e Forlì, una orientale, Cesena e Rimini, e quella delle colline. Ma per chi lo parla il confine è il campanile.
Imola e la valle del Santerno
L'ultima Romagna prima di Bologna. La parlata appartiene al gruppo della pianura ravennate e forlivese ed è vicina a quella di Lugo: "io sono" si dice a sò.
Faenza, Lugo e la Bassa Romagna
La pianura dove le parlate si somigliano di più. A Faenza è nato nel 1840 il primo vocabolario romagnolo-italiano, quello di Antonio Morri.
Ravenna e la costa nord
A nord il fiume Reno separa il romagnolo dal ferrarese, ma ad Argenta e Filo, oltre il fiume, si parla ancora romagnolo. Il bambino qui è e' babén.
Forlì, il centro
La parlata "di mezzo", che molti prendono come modello. Una curiosità: a Forlì una e e una o non stanno volentieri nella stessa parola, così il cognome Bofondi diventa Bafondi.
Cesena e Rimini
Il romagnolo orientale, con vocali lunghe e una cadenza tutta sua. Il bambino è e' burdèl, e "mi ricordo" è a m'arcòrd: da qui il titolo di Amarcord, il film di Fellini.
Santarcangelo, l'isola
Per i linguisti è un'isola: tanti dittonghi che i paesi intorno non hanno. Qui sono nati Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Nino Pedretti e Giuliana Rocchi, qui è cresciuto Gianni Fucci: il paese dei poeti in dialetto.
San Marino
Il sammarinese è romagnolo con i suoi tratti. La Repubblica ha avuto il suo primo dizionario nel 2021.
La Romagna toscana e i confini a sud
A Marradi e Palazzuolo sul Senio, in provincia di Firenze, si parla romagnolo con un po' di toscano. Verso Pesaro e Urbino comincia il gallo-piceno, un cugino stretto: i linguisti discutono ancora se sia romagnolo o no.
Le parole che sentirai al bar
Otto parole per non restare a bocca aperta. La grafia cambia da paese a paese: le scriviamo come si leggono più spesso.
azdóra
La padrona di casa: quella che tira la sfoglia, fa la piadina e in cucina comanda lei.
burdèl
Il bambino, il ragazzo; i burdèl sono i ragazzi. Si sente da Cesena a Rimini.
piê, piada
La piadina. Chiamarla "piadina" è già un po' da turisti: in dialetto è la piê o la piada.
patàca
Chi le spara grosse e si dà arie. Si dice soprattutto a Rimini, e quasi sempre con affetto.
a m'arcòrd
"Mi ricordo". Fellini ne ha fatto Amarcord, il film premio Oscar sulla sua Rimini.
caplèt
I cappelletti, la pasta ripiena delle feste. Guai a chiamarli tortellini.
strozaprèt
Gli strozzapreti, la pasta tirata a mano e arrotolata tra le dita.
ció
"Ehi", "senti", "ma dai": l'intercalare romagnolo per eccellenza, si mette dappertutto.
Cinque curiosità per orecchie curiose
Il romagnolo non è "italiano storpiato": ha regole sue, alcune più vicine al francese che all'italiano.
Il soggetto non si salta mai
In italiano si dice "sono", in romagnolo serve sempre il pronome: a sò, io sono.
Piove con avere
"È piovuto" diventa l'à piuvù: ha piovuto.
La z all'inglese
La z romagnola si pronuncia come il th inglese di "thing" o di "this", mai come la z di "pizza".
Il cane senza la n
In molte parlate la n finale cade e la vocale "suona nel naso", un po' come in francese: il cane è e' cã.
Il riso è femmina
Alcune parole cambiano genere: il riso in romagnolo è la risa.
Chi l'ha scritto, recitato e filmato
Il romagnolo è una delle lingue più vive della poesia italiana del Novecento. Il primo sonetto noto è del 1502, il primo poeta famoso Pietro Santoni di Fusignano, a fine Settecento.
Tonino Guerra
Poeta di Santarcangelo e sceneggiatore di Fellini. Con I bu (1972) ha portato il dialetto romagnolo nella grande poesia.
Raffaello Baldini
Anche lui di Santarcangelo: i suoi monologhi in dialetto hanno vinto il Premio Viareggio nel 1988.
Nino Pedretti
Il terzo poeta di Santarcangelo, voce gentile della vita di paese.
Olindo Guerrini
Romagnolo verace dell'Ottocento: i suoi Sonetti romagnoli sono ancora oggi tra i più letti e recitati.
Aldo Spallicci
Medico e poeta di Bertinoro: ha dedicato la vita a raccogliere e difendere la cultura popolare romagnola.
Giuliana Rocchi
Operaia di Santarcangelo, una delle grandi voci femminili del dialetto: La vóita d'una dòna (1980) racconta la vita delle donne del paese.
Nevio Spadoni
Poeta ravennate: i suoi testi in dialetto sono andati in scena con il Teatro delle Albe di Ravenna.
Federico Fellini
Non scriveva in dialetto, ma Amarcord ha fatto sentire a tutto il mondo come si parla a Rimini.
Tolmino Baldassari
Sindacalista di Cervia, cominciò a scrivere in dialetto quasi a cinquant'anni, dopo aver letto I bu di Tonino Guerra.
Gianni Fucci
Nato in Francia e cresciuto a Santarcangelo, ha lavorato alle regole comuni per scrivere il romagnolo (1986).
Dove sentirlo oggi
Il dialetto non si studia, si ascolta. Ecco dove trovarlo vivo.
Al bar e al mercato
La mattina presto, tra i tavolini dei bar di paese e i banchi del mercato settimanale: lì il dialetto è ancora la lingua di tutti i giorni.
A teatro
In inverno tante compagnie amatoriali portano commedie in dialetto nei teatri e nelle sale parrocchiali dei paesi: si ride tanto, anche senza capire tutto.
Nei libri e nelle riviste
L'Istituto Friedrich Schürr di Santo Stefano di Ravenna, attivo dal 1996, pubblica la rivista la Ludla e premia poesia e prosa in dialetto. Porta il nome dello studioso austriaco che nel 1914 registrò le prime voci romagnole, oggi conservate a Vienna.
Con l'aiuto della Regione
Dal 2014 una legge regionale, la 16/2014, finanzia ogni anno corsi, spettacoli, ricerche e progetti nelle scuole per tenere vivi i dialetti dell'Emilia-Romagna.
Un consiglio
Se un anziano ti parla in dialetto, non fingere di capire: chiedigli cosa vuol dire. Quasi sempre ti racconterà una storia, ed è il modo più bello di conoscere la Romagna.
Fatti verificati il 19 ottobre 2026 su Wikipedia (Lingua romagnola), Treccani (Enciclopedia dell'Italiano, dialetti emiliano-romagnoli) e negli studi di Daniele Vitali. La grafia delle parole in dialetto cambia da autore ad autore. Personaggi · Paesi
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