Guerre e memoria in Romagna
Terra di confine e di passaggio, la Romagna ha visto eserciti per duemila anni: Romani, Goti, Bizantini, signori in guerra tra loro, papi, Napoleone. Nel 1944-45 il fronte della Linea Gotica si fermò qui per otto mesi. Ecco 59 luoghi per capire, ricordare e visitare con rispetto.
- Cronistoria delle guerre in Romagna 21
- La Linea Gotica 5
- Bunker e fortificazioni 4
- Musei della guerra e delle armi 9
- Cimiteri di guerra e sacrari 13
- I luoghi degli eccidi 11
- Prigionia e internamento 4
- Sentieri, crinali e postazioni 6
- Aerei caduti e ordigni 3
- In mare: relitti e attacchi 4
- Perché si chiama Rio Sanguinario
- L'arte del riuso
- Attenzione: ordigni inesplosi
- La Linea Gotica
- Bunker e fortificazioni
- Musei della guerra e delle armi
- Cimiteri di guerra e sacrari
- I luoghi degli eccidi
- Prigionia e internamento
- Sentieri, crinali e postazioni
- Aerei caduti e ordigni
- In mare: relitti e attacchi
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Cronistoria delle guerre in Romagna
Battaglie di terra e di mare, invasori e guerre tra città vicine: le tappe principali, dall'82 a.C. alla Liberazione.
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82 a.C.
La battaglia di Faventia
Nella guerra civile tra Mario e Silla, vicino a Faenza l'esercito di Silla guidato da Metello Pio sconfigge i consoli mariani Carbone e Norbano.
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49 a.C.
Cesare passa il Rubicone
Attraversare in armi il confine dell'Italia romana è una dichiarazione di guerra a Roma: comincia la guerra civile.
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538
I Goti assediano Rimini
Nella guerra tra Goti e Bizantini il re Vitige assedia Rimini, difesa dalle truppe di Giustiniano; due anni dopo Belisario entra a Ravenna.
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1003 - 1138
Le battaglie del Rio Sanguinario
Tra Imola e Castel Bolognese le città si scontrano più volte: Imola contro Ravenna, Forlì e Faenza nel 1003, Ravennati contro Faentini nel 1134, Faenza e Bologna contro Imola e Ravenna nel 1138. Il nome del torrente viene, secondo la tradizione, da quel sangue.
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1240 - 1241
Federico II assedia Faenza
L'imperatore stringe d'assedio la città guelfa per mesi, finché Faenza si arrende nella primavera del 1241.
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1275
La battaglia del Ponte di San Procolo
Vicino a Faenza i ghibellini di Romagna guidati da Guido da Montefeltro sbaragliano l'esercito guelfo di Bologna e dei suoi alleati.
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1 maggio 1282
Il "sanguinoso mucchio" di Forlì
Guido da Montefeltro difende Forlì dall'esercito francese mandato dal papa e lo distrugge: Dante lo ricorda nell'Inferno, "e di Franceschi sanguinoso mucchio".
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1377
La strage di Cesena
A febbraio i mercenari bretoni al servizio del cardinale Roberto di Ginevra, legato del papa, massacrano migliaia di abitanti della città.
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1499 - 1500
Caterina Sforza contro Cesare Borgia
La signora di Forlì e Imola resiste nella rocca di Ravaldino all'esercito del Valentino, che la conquista nel gennaio 1500; l'anno dopo cade anche Faenza.
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11 aprile 1512
La battaglia di Ravenna
Il giorno di Pasqua, lungo il Ronco, i Francesi e il duca di Ferrara battono l'esercito della Lega Santa in una delle battaglie più sanguinose del secolo; muore il comandante francese Gastone di Foix. Il luogo è segnato dalla Colonna dei Francesi.
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XV - XVIII sec.
La rocca imprendibile di San Leo
Ridisegnata nel Quattrocento per i Montefeltro, la fortezza sulla rupe diventa poi il carcere del Papa.
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2 febbraio 1797
La battaglia del Senio
Le truppe di Napoleone battono l'esercito pontificio sul Senio, vicino a Faenza, ed entrano in Romagna: finisce il governo dei papi.
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25 marzo 1831
Lo scontro delle Celle a Rimini
Durante i moti del 1831 i volontari del generale Carlo Zucchi affrontano gli Austriaci alle porte di Rimini prima di ritirarsi.
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24 maggio 1915
La Grande Guerra arriva dal mare
Il giorno dopo l'entrata in guerra dell'Italia la flotta austro-ungarica bombarda la costa: l'incrociatore Sankt Georg colpisce Rimini.
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1915 - 1918
Francesco Baracca, l'asso di Lugo
Il pilota romagnolo ottiene 34 vittorie e muore sul Montello nel giugno 1918; il suo cavallino rampante diventerà il simbolo della Ferrari.
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agosto - settembre 1944
L'attacco alla Linea Gotica
Gli Alleati sfondano a Montegridolfo il 31 agosto, combattono per giorni a Gemmano e Coriano e liberano Rimini il 21 settembre.
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27 settembre - 11 ottobre 1944
Monte Battaglia
Partigiani, americani e inglesi tengono il monte contro i contrattacchi tedeschi in una delle battaglie più dure dell'Appennino.
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ottobre - dicembre 1944
Le città liberate
Cesena il 20 ottobre, Forlì il 9 novembre, Ravenna il 4 dicembre con i partigiani, Faenza il 17 dicembre con i neozelandesi. Poi il fronte si ferma sul Senio.
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1944
San Marino, rifugio di 100.000 persone
La piccola Repubblica neutrale accoglie gli sfollati della Romagna e delle Marche, anche nelle gallerie della ferrovia.
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aprile 1945
L'offensiva di primavera
Il 9 aprile gli Alleati attraversano il Senio; in pochi giorni sono liberate Lugo, la Bassa Romagna e Imola (14 aprile). Bologna è libera il 21 aprile, la guerra in Italia finisce il 25.
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1945 - 1969
I cimiteri di guerra
Dal 1945 nascono i cimiteri alleati della Romagna; nel 1969 si inaugura al Passo della Futa il grande cimitero tedesco.
Le date antiche e medievali vengono dalle cronache dell'epoca e possono variare tra gli storici. La storia della Romagna
Perché si chiama Rio Sanguinario
Il Rio Sanguinario è il torrente che segna il confine tra Castel Bolognese e Imola, e quindi tra le province di Ravenna e di Bologna. Nasce da piccoli fossi tra Pediano e Mazzolano, scorre tra Bergullo e la Serra, passa sotto la via Emilia alla Torretta e si getta nel Santerno.
Proprio perché è un confine, qui per secoli si sono scontrati gli eserciti delle città vicine. Il nome, "sanguinario", per tradizione viene da una battaglia del 1138 tra Faentini e Bolognesi da una parte e Imolesi e Ravennati dall'altra, quando l'acqua del rio si sarebbe tinta di rosso. Altre spiegazioni: il terreno rossastro che colora l'acqua quando piove molto, o il sangue dei martiri cristiani, come scriveva monsignor Lanzoni nel 1918.
Nel letto del rio ci sono anche i "buldur", piccoli vulcani di fango freddo alti una ventina di centimetri che fanno bolle di metano: il loro fango si usa alle Terme di Riolo. Dal settembre 2026 al maggio 2027 il ponte della via Emilia sul rio è in lavori, con senso unico alternato.
- 82 a.C. Mario contro Silla, nella guerra civile romana.
- 1003 le milizie di Imola contro Ravenna, Forlì e Faenza.
- 1134 Ravennati contro Faentini.
- 1138 Faentini e Bolognesi contro Imolesi e Ravennati: la battaglia che, per tradizione, ha dato il nome al rio.
- 1403 Milanesi contro Bolognesi.
- 1434 Milanesi contro le truppe del Papa.
Fonte: Paolo Grandi, "I corsi d'acqua di Castel Bolognese" (castelbolognese.org), che cita un manoscritto della Biblioteca comunale. La storia è anche nelle nostre curiosità: Il Rio Sanguinario
La Linea Gotica
I luoghi dove passò il fronte del 1944: crinali, borghi distrutti, chiese della pace.
La Linea Gotica era il sistema di difese tedesche costruito per fermare l'avanzata alleata in Italia: oltre 300 chilometri da Massa a Pesaro, sui crinali dell'Appennino fino al mare, con campi minati, filo spinato, fossati anticarro, trincee e bunker. La costruì dal 1943 l'organizzazione Todt, spesso con manodopera presa sul posto.
L'attacco alleato sul versante adriatico partì alla fine di agosto 1944: Montegridolfo, Gemmano, Coriano, Rimini liberata il 21 settembre. Poi la pioggia e i fiumi in piena rallentarono tutto: il fronte rimase fermo sul Senio e sull'Appennino per tutto l'inverno, fino all'offensiva dell'aprile 1945.
Foto: Cinzia Sartoni, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Monte Battaglia
Casola Valsenio
Sul crinale tra le valli del Senio e del Santerno, a 715 metri, restano i ruderi di una rocca medievale. Dal 27 settembre all'11 ottobre 1944 qui si combatté una guerra di posizione durissima, con migliaia di morti, dispersi e feriti: partigiani della 36ª brigata Bianconcini, americani del 350° reggimento "Blue Devils" e inglesi della First Guards Brigade contro i tedeschi. Sulla cima c'è il monumento in bronzo di Aldo Rontini, sui fianchi si vedono ancora le trincee.
Quando e come vederlo
Sempre aperto, accesso libero. L'ultimo tratto si fa a piedi: scarpe da sentiero. Dalla cima la vista spazia sulle due valli.
Fonte e informazioni Nei castelli Punto panoramico Scopri Casola Valsenio
Foto: Toni Pecoraro, pubblico dominio, Wikimedia Commons
Gemmano e Farneto
Gemmano
Il borgo fu raso al suolo nei combattimenti tra il 4 e il 15 settembre 1944, quando gli Alleati entrarono in paese. Alla ex chiesa di Farneto una targa ricorda il 7 settembre 1944, quando don Antonio Marcaccini si mise in mezzo per difendere sei giovani condannati a morte. Il Museo Multimediale del paese ha una sezione sulla Linea Gotica.
Quando e come vederlo
Il paese e la targa di Farneto sono sempre visibili. Da qui parte il Sentiero della Memoria (vedi Sentieri) e a pochi chilometri ci sono le Grotte di Onferno.
Foto: Buimichele, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Montegridolfo e i rifugi nel tufo
Montegridolfo
Fu il primo caposaldo collinare della Linea Verde 1 liberato dagli Alleati, la sera del 31 agosto 1944. Sotto le mura del castello c'è dal 2002 il Museo della Linea dei Goti, con armi, manifesti, giornali e filmati dell'epoca; dal vialetto si vede il punto in cui fu sfondata la difesa tedesca. Nell'estate del 1944 gli abitanti scavarono nel tufo i loro rifugi: ne sono stati ritrovati 11, che portano il nome delle famiglie che li scavarono.
Quando e come vederlo
Il borgo si visita sempre; il museo ha aperture stagionali e straordinarie (per esempio la Notte Europea dei Musei): controlla sul suo sito prima di andare.
Foto: Cappelletti.roberta, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Trarivi e la Chiesa della Pace
Montescudo-Monte Colombo
Sulla collina di Trarivi, durante la seconda battaglia di Coriano, gli inglesi attaccarono con 45 carri armati. L'antica chiesa, colpita dai bombardamenti, è stata restaurata dal 1989 come Chiesa della Pace: dentro c'è la Campana della Pace, donata nel 1991 dai veterani. Nella canonica il Museo della Linea Gotica Orientale conserva fotografie, reperti e giornali.
Quando e come vederlo
Il museo apre il sabato e la domenica pomeriggio, ingresso libero, senza prenotazione; gli orari variano tra le fonti, meglio chiamare prima.
Fonte e informazioni Nei musei Scopri Montescudo-Monte Colombo
Foto: Morry39, pubblico dominio, Wikimedia Commons
Isola degli Spinaroni
Ravenna, Pialassa della Baiona
Un'isola nella Pialassa della Baiona, a nord di Ravenna, raggiungibile solo in barca: nel 1944 fu il campo base dei partigiani del Distaccamento di Valle "Terzo Lori", con centinaia di combattenti e una stazione radio. Da qui, nella notte tra il 3 e il 4 dicembre 1944, partì l'Operazione Teodora che aprì la strada alla liberazione di Ravenna. Restano un capanno ricostruito, una lapide e i camminamenti.
Quando e come vederlo
Si arriva solo in barca, di solito nelle commemorazioni e nelle uscite organizzate nel Parco del Delta del Po: chiedi all'ufficio turistico di Ravenna.
Bunker e fortificazioni
La costa fortificata dai tedeschi e i rifugi scavati dalla gente: dove sono e quando si possono vedere.
Visit Bunker 360, Milano Marittima
Cervia
Scavando per il nuovo lungomare di Milano Marittima sono riemersi i bunker tedeschi costruiti per difendere la costa da uno sbarco: due Tobruk con muri spessi oltre un metro e una torretta per un solo uomo, un Regelbau 668 per le trasmissioni con una scritta del poeta Schiller dipinta sul muro, e un grande Regelbau rifugio arredato con oggetti originali. Lungo la spiaggia restano i denti di drago, gli sbarramenti anticarro. Li ha restaurati l'associazione CRB 360° con il Comune di Cervia.
Quando e come vederlo
Visita guidata di circa un'ora, in italiano: da ottobre a maggio ogni sabato alle 10, d'estate il venerdì alle 21. Costa 12 euro, gratis fino a 10 anni; prenotazione online consigliata fino al giorno prima. Le date sono nel calendario degli eventi.
Foto: Marco Capriglio, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
I sette bunker di Punta Marina
Punta Marina Terme, Ravenna
In circa 700 metri di pineta, a Punta Marina Terme, si vedono sette bunker tedeschi di tipi diversi, i camminamenti che li collegavano e una fila intatta di denti di drago anticarro. Uno dei Regelbau è stato trasformato in piccolo museo.
Quando e come vederlo
I bunker stanno lungo i sentieri della pineta, sempre aperta. D'estate (da metà giugno a fine settembre) la Pro Loco organizza il Bunker Tour, con partenza da via della Fontana: le date dell'anno nuovo escono in primavera.
Fonte e informazioni Nei monumenti Natura e sentieri Scopri Ravenna
Foto: Marco Capriglio, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
La Linea Galla Placidia
Costa da Casalborsetti a Cervia
Dopo l'8 settembre 1943 l'organizzazione Todt fortificò la costa adriatica da Pesaro al Delta del Po: circa 130 chilometri con migliaia di bunker, denti di drago e campi minati. Il progetto La Linea Galla Placidia, guidato dalla Pro Loco di Marina di Ravenna con l'Università di Bologna, ne ha schedati decine tra Casalborsetti, Porto Corsini, Marina Romea, Marina di Ravenna, Punta Marina, Lido di Savio, Cervia, Milano Marittima e il Monte San Bartolo.
Quando e come vederlo
Molti bunker si vedono passeggiando in spiaggia e in pineta; alcuni sono privati o dentro edifici. Il sito del progetto ha la scheda e la posizione di ognuno.
Grotte di Onferno
Gemmano
Grotte carsiche nei gessi della Valconca, oggi riserva naturale con una grande colonia di pipistrelli. Nel 1944 i tedeschi vi allestirono fortificazioni difensive, a ridosso del fronte di Gemmano.
Quando e come vederlo
Le grotte si visitano solo con la guida della riserva, nei giorni di apertura del calendario stagionale.
Musei della guerra e delle armi
Dalla Grande Guerra di Baracca alla Linea Gotica, fino alle armature delle torri di San Marino.
Foto: Wilma guerrini, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Museo della Battaglia del Senio
Alfonsine
Racconta l'inverno 1944-45, quando il fronte si fermò per mesi sul fiume Senio, e la battaglia di aprile che lo sfondò. Al primo piano c'è una sezione dedicata al riuso civile dei materiali di guerra: nel 2023 ha ospitato la mostra "Dalla guerra alla pace" con la collezione di Bruno Zama.
Quando e come vederlo
Ingresso gratuito; orari sul sito del museo.
Foto: Lorenzo Gaudenzi, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Museo della Guerra e della Linea Gotica
Castel del Rio
Nato nel 1978 da cittadini che recuperarono di persona molti dei reperti, sta nel cinquecentesco Palazzo Alidosi. Circa 1.600 pezzi tra armi, attrezzature, divise e un kit per posare e bonificare le mine; una raccolta di radio militari dal 1930 al 1970 e una biblioteca di circa 1.500 libri. Nelle sale Alidosi è esposta la collezione di oggetti di riuso bellico di Bruno Zama, la mostra "Dal fronte al focolare". Ogni anno a maggio organizza Militaria (la 27ª edizione il 17 maggio 2026).
Quando e come vederlo
Aperto la domenica e nei festivi dalle 14 alle 18; negli altri giorni su prenotazione con 24 ore di anticipo.
Fonte e informazioni Nei musei Nei castelli Scopri Castel del Rio
Museo Romagna Air Finders
Maiano di Fusignano
Il museo dei Romagna Air Finders, i volontari che dal 1998 cercano e riportano alla luce gli aerei abbattuti in Italia tra il 1943 e il 1945. Espone pezzi di velivoli rimontati, motori, divise, oggetti personali e documenti; tra i pezzi più famosi il Messerschmitt Bf 109 trovato a San Bernardino di Lugo e i resti di un Thunderbolt P-47 dell'aviazione brasiliana. La sede di Maiano Monti è stata aperta nell'ottobre 2018; quella storica di via Santa Barbara a Fusignano è chiusa.
Quando e come vederlo
Ingresso gratuito, di solito la prima e la seconda domenica del mese dalle 14:30 alle 17:30, chiuso a luglio e agosto; la sede è stata rinnovata, verifica l'apertura prima di andare. Visite guidate per gruppi su richiesta.
Museo del Fronte Rubicone '44
Roncofreddo
L'autunno 1944 sul fronte del Rubicone, quando la Linea Gotica attraversò queste colline: reperti, fotografie e storie di soldati e civili, curato dall'Istituto storico della Resistenza di Forlì-Cesena.
Quando e come vederlo
Aperture e visite sul sito dell'Istituto.
Museo della Resistenza Ca' di Malanca
Brisighella
Un casolare isolato sull'Appennino faentino, base partigiana nel 1944, oggi Museo della Resistenza. Ci si arriva lungo i sentieri CAI 579 e 505.
Quando e come vederlo
Aperture soprattutto in primavera e d'estate, nelle giornate della memoria: controlla prima sul sito.
Foto: Drake9996, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Museo Francesco Baracca
Lugo
Nella casa natale di Francesco Baracca, nato a Lugo nel 1888, il più grande asso dell'aviazione italiana nella Prima guerra mondiale, con 34 vittorie: cimeli, documenti e il suo aereo. Il cavallino rampante dipinto sul suo velivolo è diventato il simbolo della Ferrari.
Quando e come vederlo
Orari e biglietti sul sito del museo.
Foto: Aldo Bidini, GFDL 1.2, Wikimedia Commons
Parco Tematico e Museo dell'Aviazione
Rimini
Un parco all'aperto sulle colline di Rimini con decine di aerei militari ed elicotteri, e un museo con divise, cimeli e strumenti di volo.
Quando e come vederlo
Orari e biglietti sul sito del parco.
Foto: Terragio67, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Museo delle Armi Antiche, Torre Cesta
San Marino
Nella Cesta, la Seconda Torre sulla cima del Monte Titano, il museo delle armi dei Musei di Stato di San Marino, aperto nel 1956: armature, armi bianche, balestre e armi da fuoco dal Medioevo all'Ottocento.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, con biglietto (anche cumulativo con le altre torri e i Musei di Stato).
Fonte e informazioni Nei musei Nei castelli Scopri San Marino
Armeria Albicini e Museo Storico Dante Foschi
Forlì
A Forlì, nel Palazzo del Merenda, l'Armeria Albicini raccoglie armi e armature antiche; nella Casa del Mutilato di via Maroncelli il Museo Storico Dante Foschi conserva uniformi, armi, cimeli e documenti dal Risorgimento alla Seconda guerra mondiale.
Quando e come vederlo
Aperture variabili: controlla su Turismo Forlivese prima di andare.
Tutti gli altri musei, con orari e biglietti, sono nella pagina Musei e mostre
L'arte del riuso
Finita la guerra, la gente di Romagna rimase con le case distrutte e i campi pieni di materiale militare abbandonato. Così nacque il riuso bellico: gli elmetti diventarono secchi, imbuti, pentole per le castagne e scolapasta; i bossoli portagioie e vasi; le bombe a mano posacenere; il cavo telefonico sedie, pantofole e rivestimenti per le damigiane; la seta dei paracadute abiti da sposa e l'alluminio degli aerei caduti pentole e mestoli. Successe anche dopo il 1918, ma in Romagna, dove il fronte si era fermato per mesi, fu un fenomeno enorme.
Bruno Zama, collezionista nato a Faenza e residente a Lugo, ha raccolto dal 2010 circa 3.500 di questi oggetti, una delle collezioni più grandi del mondo: tutto cominciò con un imbuto fatto di un elmetto e di un bossolo tedeschi trovato in un mercatino. Ci sono pezzi unici come un mandolino con la cassa ricavata da un elmetto francese del 1915. Con J. Pascal Marcacci ha scritto "I riciclanti della Linea Gotica" (2012) e "Recuperanti e riciclanti delle due guerre mondiali" (2014).
Dove si è vista e dove vederla
- Oggi nelle sale Alidosi del Museo della Guerra e della Linea Gotica di Castel del Rio, la mostra "Dal fronte al focolare" (domenica e festivi 14-18), e nella sezione sul riuso del Museo della Battaglia del Senio ad Alfonsine.
- 2023 "Dalla guerra alla pace", Museo della Battaglia del Senio, Alfonsine, dal 10 aprile.
- 2020 "Smalti tedeschi WW2", Alfonsine: prevista a marzo e rinviata.
- 2017 - 2021 "Dal fronte al focolare", Castel del Rio, dal 25 aprile 2017, poi prorogata.
- 2013 - 2014 un anno al Museo Francesco Baracca di Lugo.
A oggi non è annunciata una nuova mostra di Bruno Zama: appena esce una data la trovi nel calendario degli Eventi
Cimiteri di guerra e sacrari
Soldati di mezzo mondo riposano in Romagna: inglesi, canadesi, neozelandesi, indiani, gurkha, greci, italiani e tedeschi. A un passo, in provincia di Pesaro, ci sono anche i cimiteri di Gradara (1.192 caduti) e Montecchio (582).
Foto: Cappelletti.roberta, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Coriano Ridge War Cemetery
Coriano
Sul crinale dove si combatté per giorni nel settembre 1944 riposano 1.940 soldati del Commonwealth, tra cui una cinquantina mai identificati. Il terreno, dice la lapide all'ingresso, fu donato dal popolo italiano.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero; all'ingresso il registro con i nomi.
Rimini Gurkha War Cemetery
Rimini
Lungo la superstrada tra Rimini e San Marino, 618 tombe di soldati gurkha e indiani caduti nella battaglia di Rimini.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
Cimitero militare greco
Riccione
Scavato nella falesia accanto all'antica via Flaminia, custodisce 114 soldati della Terza Brigata di montagna greca, che nel settembre 1944 combatté per Rimini. Una statua di Atena e una grande croce di metallo lo sovrastano.
Quando e come vederlo
Visibile dalla strada; ingresso libero.
Foto: Terragio67, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Cesena War Cemetery
Cesena
Circa 775 caduti del Commonwealth della Seconda guerra mondiale, morti nei combattimenti dell'autunno 1944 tra il Savio e il Ronco.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
Foto: Gianni Careddu, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Forlì Indian Army War Cemetery
Forlì
Il cimitero dei soldati dell'esercito indiano: poco meno di 500 sepolture e un memoriale con i nomi di oltre 700 soldati indù e sikh, che secondo la loro religione furono cremati.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
Cimitero inglese di Meldola
Meldola
145 soldati inglesi caduti tra ottobre e novembre 1944 per liberare la valle del Bidente; al centro una croce su un piedistallo ottagonale.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
Faenza War Cemetery
Faenza
1.152 caduti del Commonwealth, 13 dei quali senza nome: soprattutto neozelandesi, inglesi e indiani dei combattimenti del dicembre 1944 per Faenza e dell'inverno sul Senio.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
Santerno Valley War Cemetery
Valle del Santerno, oltre Castel del Rio
In fondo alla valle del Santerno, 287 soldati del Commonwealth caduti sui monti tra Imola e Firenzuola, intorno a Monte Battaglia.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
Foto: Daniel Ventura, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons
Ravenna War Cemetery
Piangipane, Ravenna
Creato nel 1945 sulla strada per Ferrara: 956 caduti, tra cui 438 canadesi, 250 inglesi, 120 indiani, 96 neozelandesi e 33 della Brigata Ebraica. Dal 1974 vi riposano anche 33 caduti della Prima guerra mondiale portati da Gradisca.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
Cimitero del Gruppo di Combattimento Cremona
Camerlona, Ravenna
Lungo la statale Adriatica, 74 soldati del Gruppo di Combattimento Cremona, l'esercito italiano che dal dicembre 1944 combatté a fianco degli Alleati; qui è sepolto anche il suo generale, Clemente Primieri.
Quando e come vederlo
Ingresso libero.
Foto: ЭЯMДИИФ БIFFI, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons
Villanova Canadian War Cemetery
Villanova di Bagnacavallo
Nella notte tra il 10 e l'11 dicembre 1944 i canadesi attraversarono qui il Lamone. Riposano 206 canadesi e 6 inglesi; il monumento accanto è un pezzo di ponte Bailey, i ponti di ferro che gli Alleati montavano sui fiumi.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
Sacrario dei caduti ravennati
Ravenna, Cimitero Monumentale
Nel Cimitero Monumentale di Ravenna sei stele semicircolari portano i nomi di 621 militari ravennati caduti nelle due guerre mondiali: cinque per la Prima, una per la Seconda. In quasi ogni paese di Romagna una lapide o un monumento in piazza ricorda i caduti della Grande Guerra.
Quando e come vederlo
Negli orari del cimitero, ingresso libero.
Foto: Mongolo1984, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Cimitero militare germanico della Futa
Firenzuola
Al Passo della Futa, sulla Linea Gotica, il più grande cimitero militare tedesco d'Italia: oltre 30.000 soldati, lungo un muro di pietra di due chilometri che sale a spirale fino alla cima. Fu inaugurato nel 1969.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
I luoghi degli eccidi
Nel 1944 la guerra colpì soprattutto i civili. Sono luoghi di silenzio: visitali con rispetto.
Fragheto
Casteldelci
Il 7 aprile 1944, Venerdì Santo, nel piccolo borgo dell'alta Valmarecchia furono uccisi 30 dei 75 abitanti, soprattutto donne, anziani e bambini; con i partigiani catturati le vittime furono circa 45. Il processo del dopoguerra si fermò: i fascicoli rimasero per decenni nel cosiddetto "armadio della vergogna".
Quando e come vederlo
Il borgo e la lapide si visitano liberamente; ogni anno ad aprile c'è la commemorazione.
Tavolicci e Campo del Fabbro
Verghereto
Nella notte del 22 luglio 1944 a Tavolicci furono uccise 64 persone, tra cui 19 bambini sotto i dieci anni; gli uomini arrestati furono portati a Campo del Fabbro, a circa due chilometri, e uccisi lì. La casa dell'eccidio ospita la mostra fotografica permanente "Stragi e uccisioni in provincia di Forlì", stanze ricostruite e opere in rame di Lucio Cangini.
Quando e come vederlo
Il luogo è sempre accessibile; per la casa museo informati presso il Comune di Verghereto.
Passo del Carnaio
Bagno di Romagna
Il 25 luglio 1944, dopo l'uccisione di tre militari tedeschi, furono rastrellate circa 70 persone nella zona di San Piero in Bagno; 26 uomini furono fucilati sotto una quercia secolare al passo e un ragazzo fu impiccato a un palo del telegrafo. Dal 2020 la cappella del cimitero di San Piero in Bagno è un sacrario con nomi ed età delle vittime in foglia d'oro.
Quando e come vederlo
Il passo è sulla strada tra San Piero in Bagno e Santa Sofia, sempre accessibile.
Cippo La Fornace e Fornace Bisulli
Meldola
Nell'agosto 1944 circa 180 uomini rastrellati furono rinchiusi nella Fornace Bisulli, interrogati e torturati. Il 21 agosto 18 di loro furono fucilati dopo essere stati costretti a scavarsi la fossa: il Cippo La Fornace, all'ingresso di Meldola, porta i loro nomi.
Quando e come vederlo
Il cippo è lungo la strada, sempre visibile.
Parco della Resistenza di Sorbano
Sarsina
Il 28 settembre 1944 furono fucilati qui 16 ostaggi presi a Sarsina; sei sopravvissero all'esecuzione. Dagli anni Settanta il luogo è il Parco della Resistenza, con sentieri, un tempio votivo e una scultura di Ilario Fioravanti.
Quando e come vederlo
Parco sempre aperto, ingresso libero.
Foto: Gabriele Sani, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Ca' Cornio e la banda Corbari
Modigliana e Forlì
Ca' Cornio fu l'ultimo rifugio di Silvio Corbari e dei suoi compagni: il 18 agosto 1944 furono sorpresi qui. Iris Versari si tolse la vita, Corbari, Arturo Spazzoli e Adriano Casadei furono catturati; Corbari e Casadei furono impiccati ai lampioni di piazza Saffi a Forlì e i corpi lasciati esposti per giorni con quelli di Versari e Spazzoli. Il casolare è stato restaurato e lo gestiscono gli scout dell'Agesci.
Quando e come vederlo
Si arriva a piedi sui sentieri CAI 573 e 573B, segnati, con pannelli che raccontano la storia.
Eccidio dell'aeroporto di Forlì
Forlì
Nel settembre 1944, nella zona dell'aeroporto di Forlì, furono uccisi 42 detenuti del carcere della città: 18 ebrei ed ebree, 17 dei quali stranieri, e 24 antifascisti, partigiani o loro parenti. Le uccisioni avvennero in più giorni (5-6, 17 e 25 settembre) e furono in parte nascoste.
Quando e come vederlo
Ogni anno a settembre Forlì ricorda le vittime con una cerimonia.
Foto: Paperoastro, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Piazza Tre Martiri
Rimini
Il 16 agosto 1944 nell'allora piazza Giulio Cesare furono impiccati tre giovani partigiani, Mario Capelli, Luigi Nicolò e Adelio Pagliarani, arrestati due giorni prima e torturati per avere i nomi dei compagni; i corpi restarono esposti tre giorni. Il 9 ottobre 1944 la piazza prese il loro nome.
Quando e come vederlo
In pieno centro, sempre accessibile; la commemorazione è ogni anno il 16 agosto.
Ponte dei Martiri (Ponte degli Allocchi)
Ravenna
Il 25 agosto 1944, per rappresaglia, al Ponte degli Allocchi furono uccisi 12 antifascisti: dieci fucilati e due impiccati, Umberto Ricci e Natalina Vacchi. Circa 400 ravennati furono arrestati. Oggi il luogo si chiama Ponte dei Martiri: c'è il monumento di Giò Pomodoro del 1980, all'incrocio tra via Nullo Baldini, via Piave e via Mura di Porta Gaza.
Quando e come vederlo
Sempre accessibile; la cerimonia è ogni anno il 25 agosto.
Sacrario di Madonna dell'Albero
Ravenna
Il 27 novembre 1944, a sud di Ravenna, dopo l'uccisione di un soldato tedesco furono mitragliate 56 persone, tra cui 16 bambini e 17 donne, vicino a un capanno. Il sacrario è costruito con 5.000 mattoni.
Quando e come vederlo
Sempre accessibile; la commemorazione è ogni anno a fine novembre.
Monte Sole
Marzabotto, Bologna
Fuori dalla Romagna ma a un'ora di strada: tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, sulle pendici di Monte Sole, intorno a Marzabotto, furono uccisi circa 770 civili. È la strage più grande compiuta in Italia nella Seconda guerra mondiale; oggi è un parco storico con i ruderi dei borghi e dei sentieri.
Quando e come vederlo
Il parco è sempre aperto; visite guidate sul sito della Scuola di Pace di Monte Sole.
Prigionia e internamento
Prigioni improvvisate, il più grande campo di prigionieri d'Italia sulla Riviera e, a un passo, Fossoli.
Enklave Rimini, i campi dei prigionieri tedeschi
Da Riccione a Cervia, Miramare
Dopo la guerra, da maggio 1945 all'inizio dell'estate 1947, gli inglesi rinchiusero sulla costa tra Riccione e Cervia i soldati tedeschi prigionieri e chi aveva combattuto con il Terzo Reich: una rete di campi pensata per circa 150.000 persone, la più grande d'Italia. Il centro era l'aeroporto di Miramare, che dall'autunno 1945 diventò "la più grande città tedesca fuori dalla Germania". Oggi non ne resta traccia visibile.
Quando e come vederlo
Si racconta nei libri di Patrizia Dogliani e Alessandro Agnoletti e nel podcast "Enklave Rimini" della Biblioteca Gambalunga.
Il rastrellamento della Fornace Bisulli
Meldola
Nell'agosto 1944 la fornace di Meldola diventò una prigione: vi furono rinchiusi circa 180 uomini rastrellati nelle valli, interrogati e torturati prima delle fucilazioni del 21 agosto.
Quando e come vederlo
Il ricordo è affidato al Cippo La Fornace (vedi Eccidi).
Campo di Fossoli
Carpi, Modena
Fuori dalla Romagna, a Carpi: costruito nel 1942 come campo per prigionieri di guerra, dal 1943-44 fu usato dalla Repubblica Sociale e dalle SS come campo di polizia e di transito verso i lager nazisti. Da qui partì nel febbraio 1944 anche Primo Levi. Oggi si visitano le baracche e il Museo Monumento al Deportato.
Quando e come vederlo
Aperture e visite guidate sul sito della Fondazione Fossoli.
San Marino, il rifugio di 100.000 sfollati
San Marino
Nell'estate e nell'autunno 1944 San Marino, neutrale, aprì i confini: con circa 15.000 abitanti accolse, secondo le cifre ufficiali della Repubblica, circa 100.000 sfollati della Romagna e delle Marche, che vissero ovunque, anche nelle gallerie della ferrovia.
Quando e come vederlo
La storia completa è nelle nostre curiosità.
Nessuna fonte che abbiamo letto indica campi di prigionia visitabili in Romagna per le guerre precedenti: se ne conosci uno, segnalacelo in fondo alla pagina.
Sentieri, crinali e postazioni
Camminare dove passava il fronte, e le rocche che nessuno riusciva a prendere.
Sentiero della Memoria di Gemmano
Gemmano
Un anello segnato CAI che parte dal centro di Gemmano e tocca i luoghi della battaglia del settembre 1944: circa 8 chilometri e 280 metri di dislivello, in circa tre ore.
Quando e come vederlo
Sempre percorribile; fondo misto, scarpe da trekking. Acqua in piazza Roma.
Sentiero della Pace, Casola Valsenio - Monte Battaglia
Casola Valsenio
Il sentiero che da Casola Valsenio sale al Monte Battaglia, sul crinale della battaglia dell'autunno 1944, proposto dall'Associazione Linea Gotica; il Cammino della Linea Gotica ne fa una sua variante.
Quando e come vederlo
Escursione di una giornata, meglio in primavera e in autunno; porta acqua, sulla cresta c'è poca ombra.
Fonte e informazioni Nei castelli Natura e sentieri Scopri Casola Valsenio
Sentiero dei Partigiani di Ca' di Malanca
Brisighella
Il Sentiero dei Partigiani porta al museo di Ca' di Malanca seguendo i sentieri CAI 579 e 505, tra boschi e crinali dove nel 1944 si muoveva la 36ª brigata Garibaldi.
Quando e come vederlo
Segnato, sempre percorribile; scarpe da montagna.
Parco della Pace e della Resistenza di Pieve di Rivoschio
Sarsina
Pieve di Rivoschio fu la sede dell'8ª brigata Garibaldi Romagna. Il Parco della Pace e della Resistenza ricorda con una lapide le vittime del rastrellamento dell'agosto 1944.
Quando e come vederlo
Sempre accessibile.
Il Cammino della Linea Gotica
Da Cinquale (Toscana) a Montecchio (Pesaro)
Un cammino a tappe lungo tutta la Linea Gotica, da Cinquale di Montignoso, in Toscana, a Montecchio di Pesaro, nelle Marche, passando per l'Appennino romagnolo. Corre quasi tutto su sentieri CAI e strade minori, ma ha tratti senza segnaletica.
Quando e come vederlo
Porta una carta dettagliata o la traccia GPS del sito.
Foto: Bruno Rijsman, CC BY-SA 2.0, Wikimedia Commons
Fortezza di San Leo, la rocca imprendibile
San Leo
Sulla sua rupe a strapiombo la fortezza fu considerata per secoli imprendibile: per questo diventò il carcere dello Stato Pontificio, dove morì il conte di Cagliostro nel 1795. È la "postazione inespugnabile" per eccellenza della Romagna.
Quando e come vederlo
Aperta tutto l'anno con biglietto; la salita al borgo è ripida.
Fonte e informazioni Nei castelli Nelle curiosità Scopri San Leo
Per gli altri sentieri e i parchi guarda anche Natura e sentieri · Castelli
Aerei caduti e ordigni
Dove sono stati ritrovati gli aerei militari precipitati, e chi li cerca.
Il Messerschmitt di San Bernardino
San Bernardino, Lugo
Il primo ritrovamento dei Romagna Air Finders, il 13 agosto 1998: il Messerschmitt Bf 109 G-6 del tenente Hans Joachim Fischer, del reparto JG 53 "Pik-As", abbattuto nel 1944 nelle campagne di San Bernardino di Lugo. Il blocco motore era a circa 2,5 metri sotto terra; con l'aereo furono recuperati i resti del pilota. Rimontato, è esposto nel museo dell'associazione.
Quando e come vederlo
Lo vedi al museo dei Romagna Air Finders a Maiano di Fusignano.
I due F-104 di Fontanelice
Fontanelice e Tossignano
Non è guerra, ma è storia militare: il 7 novembre 1991 due caccia F-104 Starfighter decollati da Rimini Miramare si scontrarono in volo durante un addestramento notturno e caddero nei boschi tra Fontanelice e Tossignano. I piloti, il capitano Andrea Scali e il sottotenente Fabrizio Majerna, si salvarono con il seggiolino eiettabile. I Romagna Air Finders hanno recuperato i frammenti, con i numeri di matricola dei due aerei.
Quando e come vederlo
I reperti sono esposti al museo di Maiano Monti.
Il Thunderbolt brasiliano di Livergnano
Livergnano, Pianoro (Bologna)
Sull'Appennino bolognese, a Livergnano, cadde nel 1944 il P-47 Thunderbolt del sottotenente John Richardson Cordeiro e Silva, del 1° Gruppo Caccia brasiliano: il Brasile combatté in Italia con gli Alleati. I resti sono al museo dei Romagna Air Finders.
Quando e come vederlo
Al museo dei Romagna Air Finders.
I Romagna Air Finders
Sono un gruppo di volontari della Bassa Romagna guidato dal presidente Leo Venieri. Dal primo scavo del 13 agosto 1998 hanno recuperato 44 aerei caduti e le salme di 14 piloti, inglesi, tedeschi, italiani e americani, a cui hanno dato un funerale e una sepoltura con gli onori militari.
Il lavoro parte dalle testimonianze di chi vide cadere l'aereo, sempre più rare, confrontate con i documenti dell'epoca: piani di volo, diari e rapporti di missione. Poi il metal detector, i permessi e lo scavo, anche a più di sette metri di profondità, e infine il restauro dei pezzi per il museo.
Attenzione: ordigni inesplosi
Ottant'anni dopo, la terra di Romagna restituisce ancora bombe, granate e proiettili: nei campi arati, nei cantieri, sulle spiagge e lungo gli argini dei fiumi, soprattutto dopo le piene e le alluvioni. Dopo l'alluvione del 2023 le Prefetture di Forlì-Cesena e Ravenna hanno avvisato che l'acqua poteva aver spostato o scoperto ordigni; a Faenza una bomba inglese da 500 libbre trovata nel 2023 è stata disinnescata nel 2024 con l'evacuazione del quartiere, a Cesenatico nel 2026 un ordigno è stato fatto brillare sulla spiaggia.
Gli artificieri del Genio Ferrovieri, che coprono le province di Bologna, Forlì-Cesena e Rimini, nel 2025 sono intervenuti circa 300 volte e hanno distrutto 900 ordigni. Se trovi un oggetto metallico che sembra un proiettile: non toccarlo, non spostarlo, non fotografarlo da vicino, allontanati, segna il punto e chiama il 112.
In mare: relitti e attacchi
Quello che la guerra ha lasciato sui fondali dell'Adriatico romagnolo.
Il bombardiere B-24 davanti a Rimini
Al largo di Rimini
Davanti a Rimini, tra 62 e 66 metri di profondità, giacciono i resti di un bombardiere pesante americano B-24, armato con sei mitragliatrici calibro 50, oggi ricoperto di vita marina.
Quando e come vederlo
Solo per subacquei molto esperti, con brevetto Trimix, accompagnati dai diving di Rimini.
Rimini bombardata dal mare, 1915
Rimini, porto e ferrovia
All'alba del 24 maggio 1915, il giorno dopo l'entrata in guerra dell'Italia, la flotta austro-ungarica bombardò la costa adriatica: l'incrociatore Sankt Georg con due torpediniere colpì Rimini, danneggiando il porto e un treno merci. Fu il primo attacco della Grande Guerra contro la Romagna.
Quando e come vederlo
Una storia da ricordare passeggiando al porto canale di Rimini.
MAS, Museo Nazionale delle Attività Subacquee
Marina di Ravenna
Il Museo Nazionale delle Attività Subacquee racconta la storia dei palombari e delle immersioni, anche militari, con scafandri, attrezzature e strumenti. Il relitto più famoso dei nostri fondali, la piattaforma Paguro affondata nel 1965 davanti a Ravenna, non è militare ma è oggi un'oasi di vita marina.
Quando e come vederlo
Orari sul sito del museo.
Nel mare di Romagna non c'è oggi un grande relitto di nave da guerra identificato e aperto ai sub: le ricerche dei club subacquei sono ancora in corso. Un'altra storia di mare: L'Isola delle Rose
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Storia della Romagna
La linea del tempo dal Neolitico a oggi: la guerra e la Liberazione nel loro contesto.
Curiosità e leggende
Il Rubicone, il Rio Sanguinario, San Marino rifugio di 100.000 sfollati, Baracca e il cavallino.
Personaggi di Romagna
Francesco Baracca, Caterina Sforza e gli altri protagonisti della storia.
Musei e mostre
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Castelli e rocche
Le fortezze costruite per la guerra: Monte Battaglia, San Leo, Ravaldino, le torri di San Marino.
Il cimitero della Futa
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Natura e sentieri
Parchi, pinete e sentieri dove passava il fronte: la Vena del Gesso, Onferno, il Delta.
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Un giorno sui luoghi della memoria
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