Cimiteri di guerra in Romagna
Inglesi, canadesi, neozelandesi, indiani, gurkha, greci, polacchi, italiani e tedeschi: nell'inverno 1944-45 il fronte si fermò in Romagna per otto mesi, e i caduti di mezzo mondo riposano ancora qui, tra i vigneti e lungo le strade. Come, quando e perché sono nati questi cimiteri, perché esistono ancora, dove sono e come i comuni ricordano chi morì nelle due guerre.
Come, quando e perché
La storia dei cimiteri di guerra in sei domande.
Perché proprio qui
Dopo la liberazione di Roma, nel giugno 1944, i tedeschi si ritirarono sulla Linea Gotica, lungo l'Appennino. Gli Alleati la sfondarono in autunno e arrivarono fino a Ravenna, ma con l'inverno il fronte si fermò sul Senio fino all'aprile 1945.
Per otto mesi la Romagna fu campo di battaglia: i cimiteri nacquero in quei mesi, vicino a dove si combatteva, per dare sepoltura ai caduti.
Come e quando sono nati
Molti soldati furono sepolti prima in tombe provvisorie, vicino a dove erano caduti, poi riuniti nei cimiteri scelti dall'esercito lungo le strade del fronte. Il cimitero di Faenza nacque nell'inverno 1944, quello di Ravenna nel 1945.
Il cimitero polacco di Bologna lo costruirono i genieri polacchi tra il 1° luglio e il 15 dicembre 1946. Il grande cimitero tedesco della Futa arrivò dopo: inaugurato nel 1969, raccoglie soldati tedeschi sepolti prima in oltre 2.000 comuni italiani.
Perché non sono tornati a casa
Nel 1915 il governo britannico vietò di riportare in patria i corpi dei soldati: per l'igiene e perché solo le famiglie ricche avrebbero potuto permetterselo.
Il 21 maggio 1917 nacque con decreto reale la Imperial War Graves Commission, voluta da Fabian Ware, un ex giornalista troppo anziano per arruolarsi. Il principio: ogni caduto ricordato per nome, con la stessa lapide, senza distinzione di grado, razza o religione. Dal 1960 si chiama Commonwealth War Graves Commission (CWGC).
Perché esistono ancora
Li proteggono trattati tra Stati. Con l'accordo di Roma del 27 agosto 1953 (legge 2 febbraio 1955, n. 262) l'Italia ha dato ai paesi del Commonwealth l'uso gratuito dei terreni per tutto il tempo in cui resteranno cimiteri di guerra. Accordi simili valgono per la Germania (Bonn, 22 dicembre 1955), la Francia, gli Stati Uniti e la Polonia, e le Convenzioni di Ginevra del 1949 chiedono di rispettare le tombe dei caduti.
Per questo, a differenza delle tombe comuni, che dopo alcuni anni possono essere liberate, queste restano per sempre. E sono ancora meta di famiglie che arrivano da lontano per trovare un nome.
Chi li cura
I cimiteri del Commonwealth li curano i giardinieri della CWGC, con i fondi dei sei governi membri: Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda, India e Sudafrica, ciascuno in proporzione ai suoi caduti.
Il cimitero tedesco della Futa lo cura il Volksbund, l'associazione tedesca per le tombe di guerra, per conto del governo tedesco, anche con campi di giovani volontari da tutta Europa. Il cimitero polacco di Bologna è affidato al Commissariato generale per le onoranze ai caduti del Ministero della Difesa.
Come sono fatti
Le lapidi dei cimiteri del Commonwealth sono tutte uguali: lo stemma del reparto, il nome, il grado, l'età, la data della morte, un simbolo religioso e, se la famiglia la volle, una breve frase scelta da lei. Sulle tombe senza nome c'è scritto "Known unto God", noto a Dio, parole scelte da Rudyard Kipling.
Al centro c'è la Croce del Sacrificio di Reginald Blomfield; nei cimiteri più grandi anche la Pietra del Ricordo di Edwin Lutyens, con la scritta "Their name liveth for evermore", il loro nome vive per sempre. I soldati indù e sikh, secondo la loro religione, furono cremati: a Forlì un memoriale porta 771 nomi.
Dove sono
La mappa segue il fronte: dalla costa di Rimini, sfondata a settembre 1944, alle colline di Cesena e Forlì in autunno, fino al Senio dell'inverno. Tocca un punto per aprire la scheda.
- Rimini e Valconca
- Cesena e Forlì
- Ravenna e Bassa Romagna
- Faenza, Imola e le valli
- Appena fuori dalla Romagna
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Rimini e Valconca
Dove la Linea Gotica fu sfondata sulla costa, nel settembre 1944: Coriano, Rimini, Riccione.
Foto: Cappelletti.roberta, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Coriano Ridge War Cemetery
Coriano
1.940 tombe
Sul crinale dove si combatté per giorni nel settembre 1944 riposano 1.940 soldati del Commonwealth, tra cui una cinquantina mai identificati. Il terreno, dice la lapide all'ingresso, fu donato dal popolo italiano.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero; all'ingresso il registro con i nomi.
Rimini Gurkha War Cemetery
Rimini
618 tombe
Lungo la superstrada tra Rimini e San Marino, 618 tombe di soldati gurkha e indiani caduti nella battaglia di Rimini.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
Cimitero militare greco
Riccione
114 tombe
Scavato nella falesia accanto all'antica via Flaminia, custodisce 114 soldati della Terza Brigata di montagna greca, che nel settembre 1944 combatté per Rimini. Una statua di Atena e una grande croce di metallo lo sovrastano.
Quando e come vederlo
Visibile dalla strada; ingresso libero.
Cesena e Forlì
I combattimenti dell'autunno 1944 sui fiumi Savio, Ronco e Montone, fino alla liberazione di Forlì il 9 novembre.
Foto: Terragio67, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Cesena War Cemetery
Cesena
775 tombe
Circa 775 caduti del Commonwealth della Seconda guerra mondiale, morti nei combattimenti dell'autunno 1944 tra il Savio e il Ronco.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
Forlì War Cemetery
Forlì, San Varano
738 tombe
Uno dei due cimiteri di guerra del Commonwealth di Forlì: 738 tombe di soldati venuti da Canada, Cipro, India, Lesotho, Mauritius, Nuova Zelanda, Palestina, Seychelles, Sudafrica e Regno Unito, caduti nei combattimenti per la città e sui fiumi intorno.
Quando e come vederlo
Ingresso libero. Sta a sud della città, a San Varano; l'altro, il cimitero dei soldati indiani, è in via Ravegnana, di fronte alla Certosa.
Foto: Gianni Careddu, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Forlì Indian Army War Cemetery
Forlì
496 tombe · 771 nomi di soldati cremati
Il cimitero dei soldati dell'esercito indiano: poco meno di 500 sepolture e un memoriale con i nomi di oltre 700 soldati indù e sikh, che secondo la loro religione furono cremati.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
Cimitero inglese di Meldola
Meldola
145 tombe
145 soldati inglesi caduti tra ottobre e novembre 1944 per liberare la valle del Bidente; al centro una croce su un piedistallo ottagonale.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
Ravenna e Bassa Romagna
Canadesi, britannici e italiani del Gruppo Cremona: le battaglie del dicembre 1944 sul Lamone e dell'inverno lungo il Senio.
Foto: Daniel Ventura, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons
Ravenna War Cemetery
Piangipane, Ravenna
956 tombe
Creato nel 1945 sulla strada per Ferrara: 956 caduti, tra cui 438 canadesi, 250 inglesi, 120 indiani, 96 neozelandesi e 33 della Brigata Ebraica. Dal 1974 vi riposano anche 33 caduti della Prima guerra mondiale portati da Gradisca.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
Foto: ЭЯMДИИФ БIFFI, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons
Villanova Canadian War Cemetery
Villanova di Bagnacavallo
212 tombe
Nella notte tra il 10 e l'11 dicembre 1944 i canadesi attraversarono qui il Lamone. Riposano 206 canadesi e 6 inglesi; il monumento accanto è un pezzo di ponte Bailey, i ponti di ferro che gli Alleati montavano sui fiumi.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
Cimitero del Gruppo di Combattimento Cremona
Camerlona, Ravenna
74 tombe
Lungo la statale Adriatica, 74 soldati del Gruppo di Combattimento Cremona, l'esercito italiano che dal dicembre 1944 combatté a fianco degli Alleati; qui è sepolto anche il suo generale, Clemente Primieri.
Quando e come vederlo
Ingresso libero.
Sacrario dei caduti ravennati
Ravenna, Cimitero Monumentale
621 nomi
Nel Cimitero Monumentale di Ravenna sei stele semicircolari portano i nomi di 621 militari ravennati caduti nelle due guerre mondiali: cinque per la Prima, una per la Seconda. In quasi ogni paese di Romagna una lapide o un monumento in piazza ricorda i caduti della Grande Guerra.
Quando e come vederlo
Negli orari del cimitero, ingresso libero.
Faenza, Imola e le valli
Il fronte dell'inverno 1944-45 tra Faenza e il Senio, e i monti tra Imola e Firenzuola.
Faenza War Cemetery
Faenza
1.152 tombe
1.152 caduti del Commonwealth, 13 dei quali senza nome: soprattutto neozelandesi, inglesi e indiani dei combattimenti del dicembre 1944 per Faenza e dell'inverno sul Senio.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
Santerno Valley War Cemetery
Valle del Santerno, oltre Castel del Rio
287 tombe
In fondo alla valle del Santerno, 287 soldati del Commonwealth caduti sui monti tra Imola e Firenzuola, intorno a Monte Battaglia.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
Appena fuori dalla Romagna
A meno di un'ora: i cimiteri del Commonwealth nel Pesarese, il cimitero polacco di Bologna e il grande cimitero tedesco del Passo della Futa.
Foto: Mannivu, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Gradara War Cemetery
Gradara (Pesaro e Urbino)
1.192 tombe
Ai piedi della collina di Gradara, appena oltre il confine con le Marche, 1.192 caduti del Commonwealth, morti soprattutto nello sfondamento della Linea Gotica sulla costa adriatica, dall'agosto 1944.
Quando e come vederlo
Ingresso libero. Si abbina bene alla visita del castello di Gradara.
Montecchio War Cemetery
Tra Montecchio e Osteria Nuova (Pesaro e Urbino)
582 tombe
Nella valle del Foglia, dove passava la Linea Gotica: 582 caduti del Commonwealth dei combattimenti dell'estate 1944.
Quando e come vederlo
Ingresso libero.
Foto: Zprajs, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Cimitero militare polacco di Bologna
Bologna, verso San Lazzaro di Savena
1.432 tombe
Il più grande dei quattro cimiteri polacchi d'Italia: 1.432 soldati del 2° Corpo d'armata del generale Anders, caduti sulla Linea Gotica, sull'Appennino e nella battaglia di Bologna, 18 dei quali senza nome. I polacchi liberarono Predappio e Imola ed entrarono per primi a Bologna il 21 aprile 1945. Lo costruirono i loro genieri nel 1946, con scalpellini italiani.
Quando e come vederlo
Alla periferia est di Bologna, al confine con San Lazzaro di Savena. Consacrato il 12 ottobre 1946.
Foto: Mongolo1984, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Cimitero militare germanico della Futa
Firenzuola
oltre 30.000 tombe
Al Passo della Futa, sulla Linea Gotica, il più grande cimitero militare tedesco d'Italia: oltre 30.000 soldati, lungo un muro di pietra di due chilometri che sale a spirale fino alla cima. Fu inaugurato nel 1969.
Quando e come vederlo
Aperto tutti i giorni, ingresso libero.
E la Prima guerra mondiale?
La Grande Guerra si combatté lontano dalla Romagna, sulle Alpi e sul Carso: molti romagnoli caduti riposano nei sacrari militari del nord-est, come Redipuglia. Qui la guerra arrivò dal mare, con le navi austriache che nel 1915 bombardarono Rimini e la costa.
A casa restano i loro nomi: quasi ogni paese ha il suo monumento ai caduti in piazza. Dal 1922, su proposta del sottosegretario Dario Lupi, molti comuni piantarono un Parco o un Viale della Rimembranza, un albero per ogni caduto con una targhetta col suo nome: diversi esistono ancora.
Nel Cimitero Monumentale di Ravenna il sacrario porta 621 nomi di militari ravennati delle due guerre, e dal 1974 il Ravenna War Cemetery accoglie anche 33 caduti del Commonwealth della Prima guerra mondiale, portati da Gradisca. Il caduto romagnolo più famoso della Grande Guerra è l'aviatore Francesco Baracca, di Lugo.
Le commemorazioni nei comuni
Mese per mese, le cerimonie con cui la Romagna ricorda chi morì nelle due guerre: soldati, partigiani e civili. Sono pubbliche: chiunque può partecipare.
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7 aprile
L'eccidio di Fragheto
Fragheto, Casteldelci Seconda guerra mondiale
Il 7 aprile 1944 soldati tedeschi uccisero 30 persone in questa frazione di Casteldelci. Ogni anno, il sabato o la domenica più vicini, messa a Fragheto e corona al monumento alle vittime: nel 2026 l'11 aprile, 82° anniversario.
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10 aprile
La liberazione di Alfonsine
Alfonsine e Camerlona Seconda guerra mondiale
La mattina del 10 aprile 1945 entrarono in paese i soldati italiani del Gruppo di combattimento Cremona. La cerimonia comincia al sacrario di Camerlona, dove sono sepolti i caduti del Cremona, poi il corteo porta le corone al sacrario dei partigiani; spesso si apre una mostra al Museo della Battaglia del Senio.
Cimitero del Gruppo di Combattimento Cremona Scopri Alfonsine Fonte
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14 aprile
La liberazione di Imola
Imola Seconda guerra mondiale
Il 14 aprile 1945 Imola fu liberata dalle truppe del 2° Corpo polacco e dai partigiani. Nel 2025, per l'80° anniversario, il Consolato polacco ha deposto una corona al monumento al generale Anders, nel giardino che porta il suo nome. I polacchi caduti riposano nel cimitero militare polacco di Bologna.
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25 aprile
Festa della Liberazione
In ogni comune Seconda guerra mondiale
Festa nazionale. In ogni comune cortei e corone alle lapidi, ai monumenti ai caduti e ai sacrari dei partigiani; a Bagnacavallo il corteo arriva fino al cimitero canadese di Villanova.
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19 giugno
Francesco Baracca a Lugo
Lugo Prima guerra mondiale
L'asso dell'aviazione della Prima guerra mondiale, nato a Lugo, morì in volo il 19 giugno 1918. La città lo ricorda ogni anno al suo monumento: nel 2026, anno del centenario del Museo Baracca, corone con le autorità civili e militari e il sorvolo di aerei storici.
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22 luglio
L'eccidio di Tavolicci
Tavolicci, Verghereto Seconda guerra mondiale
Il 22 luglio 1944 a Tavolicci furono uccise 64 persone, 19 erano bambini sotto i dieci anni. Ogni anno corone alla Casa-Museo dell'eccidio, messa e lettura dei nomi delle vittime; negli stessi giorni si ricorda anche Castelpriore, colpita il 20 luglio.
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14-16 agosto
I Tre Martiri di Rimini
Rimini Seconda guerra mondiale
Il 16 agosto 1944 Mario Capelli, Luigi Nicolò e Adelio Pagliarani furono impiccati nella piazza che oggi porta il loro nome. Rimini li ricorda con tre giorni di incontri; la cerimonia ufficiale è il 16 agosto, con il corteo e la Banda città di Rimini.
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25 agosto
Il Ponte dei Martiri
Ravenna Seconda guerra mondiale
Il 25 agosto 1944 al Ponte degli Allocchi furono uccisi per rappresaglia dodici tra partigiani e antifascisti: dieci fucilati, due impiccati, Umberto Ricci e Natalina Vacchi. Il Comune li ricorda ogni anno sul ponte, oggi Ponte dei Martiri, con le corone e spesso uno spettacolo.
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Settembre
La battaglia di Gemmano
Gemmano Seconda guerra mondiale
Dal 4 al 15 settembre 1944 si combatté così duramente che alcuni storici chiamano Gemmano "la Cassino dell'Adriatico". Il paese la ricorda a settembre con mostre di foto, testimonianze e mezzi militari d'epoca (nel 2025 il 27 settembre).
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21 settembre
La liberazione di Rimini
Rimini e Riccione Seconda guerra mondiale
La mattina del 21 settembre 1944 entrarono per primi in città i soldati greci della Terza Brigata di montagna, che ancora oggi porta il nome "Rimini". Nel 2026 il sindaco ha deposto una corona al cimitero di guerra del Commonwealth sulla superstrada per San Marino, con un rappresentante dell'ambasciata indiana, poi a Monte Cieco. Negli anni le delegazioni greche hanno reso onore ai loro caduti nel cimitero greco di Riccione.
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Fine settembre
Monte Sole, Marzabotto
Marzabotto (Bologna) Seconda guerra mondiale
Tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, sulle pendici di Monte Sole, le SS uccisero centinaia di civili. La cerimonia è ogni anno una domenica tra fine settembre e inizio ottobre, con le corone al Sacrario di Marzabotto; nel 2024, per l'80° anniversario, vennero insieme i presidenti di Italia e Germania. È nel Bolognese, a un'ora da Imola.
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20 ottobre
La liberazione di Cesena
Cesena Seconda guerra mondiale
Cesena fu liberata il 20 ottobre 1944. Nell'anniversario il Comune depone una corona al Cesena War Cemetery, dove riposano 775 soldati del Commonwealth: 369 britannici, 307 canadesi e 93 neozelandesi, oltre a sudafricani e indiani.
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22 ottobre
La liberazione di Cervia
Cervia Seconda guerra mondiale
La liberazione fu annunciata in piazza Garibaldi il 22 ottobre 1944. Ogni anno, nei giorni intorno, una rievocazione storica, il concerto della banda e le corone a più di trenta cippi della memoria sparsi nel territorio.
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4 novembre
Giorno dell'Unità nazionale e delle Forze armate
In ogni comune Prima guerra mondiale
Ricorda la fine della Prima guerra mondiale per l'Italia, con l'armistizio di Villa Giusti del 1918. In ogni comune corone al monumento ai caduti, dove sono incisi i nomi dei ragazzi del paese morti al fronte.
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9 novembre
La liberazione di Forlì
Forlì Seconda guerra mondiale
Il 9 novembre 1944 entrarono in città le truppe britanniche, aiutate dall'avanzata dei polacchi sull'Appennino. La cerimonia è in piazza Saffi, con le corone ai lampioni della piazza e al Sacrario dei Caduti per la Libertà, nel chiostro di San Mercuriale; intorno, una settimana di incontri e mostre.
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11 novembre
Remembrance Day
Cimiteri del Commonwealth Tutte le guerre
Nel giorno dell'armistizio del 1918 i paesi del Commonwealth ricordano i caduti di tutte le guerre; nel Regno Unito la cerimonia è la seconda domenica di novembre, la Remembrance Sunday. Nei cimiteri di guerra si depongono corone di papaveri rossi: al cimitero canadese di Villanova sono venuti anche soldati canadesi.
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27 novembre
L'eccidio di Madonna dell'Albero
Madonna dell'Albero, Ravenna Seconda guerra mondiale
Il 27 novembre 1944, alle porte di Ravenna, furono uccisi 56 civili. Ogni anno un corteo va dalla scuola alla chiesa, dove una lapide ricorda il parroco don Domenico Turci, e poi al Sacrario dei 56 Martiri per le corone.
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4 dicembre
La liberazione di Ravenna
Ravenna Seconda guerra mondiale
Il 4 dicembre 1944 canadesi e britannici entrarono in città insieme ai partigiani. Il Comune depone le corone in piazza del Popolo. Nel Ravenna War Cemetery di Piangipane riposano 438 canadesi, quasi la metà dei sepolti.
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17 dicembre
La liberazione di Faenza
Faenza Seconda guerra mondiale
Faenza fu liberata a metà dicembre 1944 dall'Ottava armata britannica, con neozelandesi e indiani in prima linea. Il Comune la ricorda il 17 dicembre: chiesa dei Caduti di San Bartolomeo, corteo in piazza del Popolo, lapide del reggimento Punjab in via Cavour e, a mezzogiorno, il Faenza War Cemetery di via Santa Lucia.
Le date sono quelle degli anniversari: quando cadono in settimana alcune cerimonie si spostano al sabato o alla domenica, e orari e programmi escono ogni anno sui siti dei comuni. Controlla prima di andare. Eventi
Cercare un nome
Un nonno, un prozio, un soldato di cui hai letto: i registri dei caduti si consultano online, gratis.
Caduti del Commonwealth
Il database della CWGC: nome, reparto, data della morte, cimitero e posizione della tomba.
Caduti tedeschi
La ricerca delle tombe del Volksbund, anche per i soldati sepolti alla Futa.
Caduti italiani
Il Ministero della Difesa tiene la banca dati dei caduti e dispersi in guerra e l'elenco degli accordi sulle sepolture di guerra.
Come comportarsi
- Sono luoghi di sepoltura: parla piano, non sederti sulle lapidi, niente picnic.
- Le foto si possono fare, con discrezione; durante una cerimonia resta in disparte.
- Nei cimiteri del Commonwealth all'ingresso c'è spesso il registro con i nomi e il libro dei visitatori: una firma e due righe sono un bel gesto.
- Un fiore sulla tomba è benvenuto; non lasciare oggetti che il vento porta via.
Per saperne di più
Guerre e memoria
La Linea Gotica, i bunker, i musei, i luoghi degli eccidi e la cronistoria di tutte le guerre di Romagna.
Storia della Romagna
La guerra e la Liberazione nella linea del tempo dal Neolitico a oggi.
Il cimitero della Futa
La scheda completa del più grande cimitero militare tedesco d'Italia.
Musei e mostre
I musei della guerra, della Resistenza e della Linea Gotica, con quelli di tutta la Romagna.
Fatti letti il 24 ottobre 2026 sulle fonti indicate: CWGC, Ministero della Difesa, siti dei comuni e delle associazioni. Aperture e cerimonie cambiano: controlla sempre prima di partire.
Un giorno nei luoghi del ricordo
I cimiteri sono lontani tra loro e spesso fuori dai paesi: con Romagna Transfer ti portiamo da uno all'altro, anche per una cerimonia, e ti riportiamo in hotel.
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