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Badia di Sant'Andrea di Dovadola

L'abbazia dell'XI secolo nel parco di Dovadola, dove riposa la beata Benedetta Bianchi Porro.

Alle porte di Dovadola, nella valle del Montone, l'abbazia di Sant'Andrea, che qui chiamano semplicemente "la Badia", risale all'XI secolo. Fu fondata dai monaci benedettini e nei secoli è stata più volte danneggiata da incendi e terremoti e poi ricostruita.

Oggi ha un aspetto di fine Cinquecento, di gusto fiorentino: tre navate, il presbiterio rialzato e una cupola irregolare. È circondata dal parco della villa omonima, con alberi secolari come abeti e ippocastani, che rendono la visita una passeggiata piacevole.

La Badia custodisce le spoglie della beata Benedetta Bianchi Porro, nata a Dovadola nel 1936 e morta nel 1964. Colpita da una grave malattia che la rese sorda e cieca, divenne con le sue lettere un esempio di fede e serenità per migliaia di persone. È stata proclamata beata nel 2019 e la sua tomba è meta di pellegrinaggio.

Sopra il paese c'è anche la rocca dei conti Guidi, e a pochi chilometri l'Eremo di Montepaolo, legato a sant'Antonio di Padova: insieme formano un piccolo itinerario dello spirito nella valle del Montone.

Da non perdere

  1. La tomba della beata Benedetta
  2. La cupola e il presbiterio rialzato
  3. Il parco degli alberi secolari
Badia di Sant'Andrea, Dovadola
Badia di Sant'Andrea, Dovadola · Foto: Mongolo1984, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

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Orari e telefoni letti sui siti ufficiali il 3 ottobre 2026. Cambiano con le stagioni e le feste: controlla sempre prima di partire.

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