La scheda
Cos'è
Il Presepe vivente di Pietracolora è una rievocazione della Natività che anima, nella notte di Natale, il piccolo borgo di Pietracolora, frazione del comune di Gaggio Montano, nell'Appennino bolognese, a meno di 70 km da Bologna. Non è uno spettacolo recitato da attori professionisti, ma una festa di comunità: sono gli stessi abitanti del paese, poco più di duecento persone che vivono tra gli 800 e i 1000 metri di quota, a trasformarsi per una notte in pastori, artigiani, soldati romani e angeli, in un presepe che occupa le vie e gli spazi reali del borgo.
Cosa lo rende speciale
A rendere unico questo presepe è la sua natura spontanea e popolare: non ci sono comparse esterne, ma solo i residenti di Pietracolora, che da decenni curano personalmente ogni aspetto dell'evento, dalla costruzione delle capanne di legno ai costumi, dall'illuminazione ai banchi gastronomici. Il borgo stesso, con le sue case in pietra e i suoi vicoli, diventa scenografia naturale, senza fondali né ricostruzioni artificiali. Alla rievocazione partecipano anche animali veri, pastori con il gregge, zampognari e il corteo dei Magi: un insieme che per ampiezza e partecipazione è stato più volte definito uno dei più grandi presepi viventi dell'Appennino bolognese. Tutto il ricavato delle offerte libere, dal cibo al vino caldo, non resta al paese ma viene destinato da anni a un progetto di solidarietà, a sostegno dell'attività missionaria in Etiopia di un frate cappuccino originario proprio di Pietracolora.
Le origini e la storia
Le fonti disponibili non riportano con certezza né il nome di chi ideò per primo il presepe di Pietracolora né una data di fondazione documentata. Risulta che la tradizione sia nata per iniziativa della comunità locale, probabilmente a partire dagli anni Ottanta del Novecento: già in un articolo del 2015 veniva descritta come una manifestazione che si ripeteva da circa trent'anni, mentre fonti più recenti parlano di oltre trenta edizioni. Nel tempo l'evento si è consolidato diventando un appuntamento fisso del periodo natalizio per l'intero Appennino bolognese, mantenendo invariato lo spirito originario: una festa gestita interamente dagli abitanti, senza fini di lucro, con il ricavato delle offerte destinato stabilmente al sostegno della missione etiope legata al paese.
Cosa si vede
La serata si apre nel tardo pomeriggio o in prima serata con botteghe che riproducono gli antichi mestieri e capanne che offrono le specialità gastronomiche della tradizione appenninica, come tigelle, crescentine, borlenghi e polenta, oltre a vino caldo, tutto a offerta libera. Il paese si anima tra fuochi e luci soffuse, mentre si attende il momento centrale della serata: la Santa Messa cantata, seguita dalla rievocazione della Notte Santa, con un corteo storico che attraversa il borgo, pastori, gregge, zampognari e l'arrivo dei Re Magi con i doni. La festa si chiude generalmente con i doni per i bambini e uno spettacolo di fuochi d'artificio sopra le case del paese.
Quando e come visitarlo
Il Presepe vivente di Pietracolora si tiene tradizionalmente la notte della Vigilia di Natale, il 24 dicembre, con una replica nei primi giorni di gennaio, tra l'Epifania e i giorni immediatamente precedenti. Nell'edizione più recente le manifestazioni si sono svolte tra la fine di dicembre 2025 e i primi giorni di gennaio 2026, con apertura dei banchi gastronomici e delle botteghe nel tardo pomeriggio o in prima serata, la Messa cantata in genere in tarda serata e a seguire la rappresentazione della Natività. Conviene arrivare con anticipo, vista l'affluenza e la capacità limitata di un borgo di montagna, e vestirsi in modo adeguato al freddo notturno appenninico. L'ingresso al presepe è libero, senza biglietto; la visita ai banchi gastronomici e alle botteghe avviene a offerta libera, con il ricavato destinato a beneficenza. Per le date e gli orari esatti dell'edizione corrente è consigliabile verificare la pagina social dedicata all'evento prima di organizzare la visita, poiché possono variare leggermente da un anno all'altro.
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