La scheda
Cos'è
Il Presepe della Zolfatara è un presepe artistico animato di Predappio Alta, piccolo borgo medievale sulle colline del Forlivese, in Romagna. Nato nelle gallerie dell'antica miniera di zolfo del paese, oggi è allestito nelle grotte sotterranee della Cantina Ca' de Sanzves, nel cuore del borgo. È organizzato ogni anno dalla Pro Loco di Predappio Alta ed è una delle tradizioni natalizie più longeve della provincia di Forlì Cesena.
Cosa lo rende speciale
Quello che lo distingue è innanzitutto l'ambientazione: le scene bibliche non si trovano in una chiesa o in una piazza, ma sotto terra, nelle antiche cantine quattrocentesche note come Cantine Zoli, scavate su più livelli nella roccia. Le statue, alte circa un metro, hanno il corpo in legno, cavo per contenere gli ingranaggi dei movimenti animati, mentre mani e piedi sono in gesso, materiale scelto per resistere meglio all'umidità degli ambienti ipogei. Luci, musiche ed effetti sonori accompagnano il percorso tra le scene. Fino al trasferimento, il presepe occupava la miniera di zolfo dismessa del paese, un luogo di per sé insolito e suggestivo, con un ruscello sotterraneo che confluiva in un piccolo laghetto.
Le origini e la storia
Le origini risalgono al 1981, quando un gruppo di speleologi locali, il Gruppo Ricerche Minerali, decise di passare la notte di Natale dentro l'antica miniera di zolfo abbandonata negli anni Cinquanta. Saputo dell'iniziativa, la Pro Loco e il parroco don Libero Gardelli portarono doni ai giovani speleologi: da quell'episodio nacque, nel 1982, il primo presepe, allestito con statue in legno di Ortisei prestate alla comunità. Negli anni successivi l'esposizione crebbe rapidamente fino a migliaia di visitatori, tanto che nel 1985 furono realizzati interventi di consolidamento e sicurezza nelle gallerie. Nel 1987 la Pro Loco affidò la regia al giovane presepista Davide Santandrea, che introdusse le prime scene animate e portò il presepe alla notorietà nazionale. Negli anni il progetto è passato per diverse mani, tra cui frate Giovanni Lambertini, lo scultore Andrea Fontana e la famiglia Gualtieri, con Santandrea tornato più volte alla guida, l'ultima dal 2021. Nel 2022 la Pro Loco, rimasta con pochi volontari anziani, decise di interrompere l'allestimento nella miniera; le frane e le alluvioni del maggio 2023, seguite da scosse sismiche, hanno poi reso le gallerie della Zolfatara definitivamente inaccessibili. Il presepe ha così trovato nuova casa nelle grotte della Cantina Ca' de Sanzves, nel centro di Predappio Alta.
Cosa si vede
Il percorso si snoda tra alcune grotte sotterranee della cantina, trasformate in altrettante scene della storia della natività: pastori, animali e personaggi biblici a grandezza quasi naturale, animati da meccanismi che li fanno muovere, mentre luci calibrate e colonna sonora accompagnano la visita. Rispetto alle quindici diciassette scene che occupavano la vecchia miniera, nella nuova sede il percorso si è ridotto a circa otto ambientazioni, ma le statue hanno conservato le dimensioni e la cura artigianale di sempre. Intorno alle scene si intravedono le botti e gli attrezzi del museo della civiltà del vino che condivide gli spazi della cantina, un valore aggiunto per chi visita il borgo.
Quando e come visitarlo
Il presepe apre tradizionalmente a inizio dicembre, in genere intorno alla festa dell'Immacolata, e resta visitabile fino a fine gennaio, secondo gli orari del locale che lo ospita. Nell'ultima edizione documentata l'apertura era quotidiana salvo il mercoledì, con orario 11.30-22.00, e il biglietto costava 2,50 euro. Queste informazioni vanno verificate per l'edizione corrente contattando la Pro Loco di Predappio Alta o consultando il sito ufficiale e la pagina Facebook del presepio, poiché date e orari possono cambiare da un anno all'altro.