La scheda
Cos'è
Nel cuore della collina bolognese, all'interno delle gallerie del rifugio antiaereo "Vittorio Putti", scavate nella grotta di Villa Revedin (Seminario Arcivescovile di Bologna, vicino al complesso di San Michele in Bosco), ogni Natale prende vita un presepe fuori dal comune. Non una chiesa, non una piazza, ma un vero rifugio bellico sotterraneo ospita la rappresentazione della Natività, unendo fede, memoria storica e un'atmosfera sospesa nel tempo. È uno dei pochi presepi di Bologna allestiti in una grotta autentica, visitabile solo con visita guidata organizzata dall'associazione che cura il recupero del sito.
Cosa lo rende speciale
Quello che colpisce è l'ambientazione: le statue della Natività sono disposte lungo le austere gallerie di un rifugio antiaereo pressoché integro, esteso per circa 300 metri, scavato in un'antica cava di arenaria gialla attiva già dal Settecento. Il presepe è composto da diciannove figure, provenienti dalla parrocchia bolognese di Santa Teresa del Bambino Gesù, di dimensioni molto diverse tra loro: dai pochi centimetri degli agnelli agli oltre 80 centimetri della statua di San Giuseppe. Alcune figure della Sacra Famiglia sono state restaurate di recente. Nello stesso ambiente convivono testimonianze di epoche diverse: la cava settecentesca, una grotta votiva ottocentesca e le strutture belliche del rifugio, costruito per l'Ospedale Militare durante la Seconda guerra mondiale. Non è un presepe ad accesso libero: si visita solo in piccolo gruppo, accompagnati da una guida, il che rende l'esperienza più intima rispetto ai grandi presepi cittadini.
Le origini e la storia
Il rifugio nasce per necessità belliche: a partire dal 1941 la grotta di Villa Revedin viene attrezzata per l'Ospedale Militare insediato nel Seminario Arcivescovile di Bologna, e il 9 marzo 1943 l'Ufficio del Genio Militare chiede formalmente al cardinale Nasalli Rocca di utilizzare la grotta come rifugio per i degenti. Dopo la guerra la struttura cade in disuso, finché viene recuperata e resa visitabile dall'associazione Amici delle vie d'acqua e dei sotterranei di Bologna. Nel 2021 nasce l'idea di allestire al suo interno, per la prima volta in città, un presepe dentro una vera grotta: le statue vengono messe a disposizione dalla parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù. Da allora l'allestimento torna ogni stagione natalizia, diventando una delle proposte più particolari tra i presepi della regione, segnalata anche dalla stampa locale. Non risultano documentate altre tappe di questa storia oltre a quelle qui riportate.
Cosa si vede
Il percorso attraversa le gallerie in mattoni e pietra del rifugio, con tracce ancora visibili dell'uso bellico, fino alla cavità scavata nella roccia dove è allestita la Natività. Qui si trovano la Sacra Famiglia, i pastori, gli animali e gli altri personaggi tradizionali del presepe, disposti tra le pareti di sabbia gialla della cava e una piccola grotta votiva ottocentesca inglobata nella struttura. Lungo la visita la guida racconta sia la storia religiosa della Natività sia quella, meno nota, del rifugio e del ruolo del Seminario e di Villa Revedin durante la guerra.
Quando e come visitarlo
Il presepe viene allestito ogni anno durante il periodo natalizio, indicativamente tra inizio dicembre ed Epifania; nell'ultima edizione il percorso è stato aperto dall'8 dicembre al 6 gennaio. L'accesso è possibile esclusivamente con visita guidata su prenotazione, organizzata dall'associazione Amici delle vie d'acqua e dei sotterranei di Bologna: non è previsto ingresso libero o visita autonoma. Le visite, della durata di circa un'ora e mezza o due, si svolgono in piccoli gruppi accompagnati da un volontario dell'associazione e sono a pagamento, con tariffe che variano a seconda del tipo di percorso proposto. La prenotazione è obbligatoria, via email a segreteria@amicidelleacque.org o telefonicamente al +39 347 5140369. Per le date e gli orari dell'edizione corrente è consigliabile controllare il sito dell'associazione prima della visita, poiché possono cambiare di anno in anno.
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